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Tremendo, arrembante, spettacolare: un Toro da opera d'arte che il popolo granata attendeva da decenni

Marco Fratta - Blog - 26-09-2016 15:17 - 1890 letture

Grinta e precisione, tattica e cuore, cinismo e umiltà, individualismo e coralità... e altri meravigliosi ossimori. Nulla è mancato agli “undici tori” del condottiero serbo.

Le positive sensazioni del post partita non sono tuonate solamente ieri, a caldo, ma continuano a piovere dalla tifoseria -che esprime entusiasmo sui social- e dai giornalisti: il Toro di Sinisa è finalmente sbocciato, riuscendo a convincere anche i più scettici e/o pessimisti.
Un premio alla pazienza dei sostenitori, un riscatto con pochi precedenti per mister e squadra: il sogno è tornato vivo.

Vivo, sì. Per quanto sia giusto essere prudenti e lucidi, godendosi tuttavia la festa, è importante constatare che il Toro di ieri non ha solamente disputato una buona partita, battendo 3-1 la Roma dopo quasi tre decenni di statistiche contrarie. No: il Toro di ieri ha esibito una nuova mentalità che non può certo tramontare dopo una sola gara, poiché nata e rodata nello spogliatoio attraverso un lavoro ad hoc compiuto da Sinisa Mihajlovic.

I mass media si sono concentrati per lo più sulla debacle giallorossa: ad avviso di molti è questo il vero motivo del risultato di ieri. Personalmente credo si tratti di un'analisi sbagliata e superficiale, perché il Toro di ieri avrebbe potenzialmente vinto contro chiunque. La ricetta della vittoria non si è basata solamente sulle mancanze dell'avversario ma, con una certa evidenza, sulle caratteristiche della prima squadra sabauda.

Grinta e precisione, tattica e cuore, cinismo e umiltà, individualismo e coralità... e altri meravigliosi ossimori. Nulla è mancato agli “undici tori” del condottiero serbo.
Joe Hart è già destinato a diventare il nuovo leader carismatico: emozionante la sua scelta di fare sempre rinvii lunghi, mettendosi in gioco, in modo da compattare la squadra nella metà campo avversaria.
Valdifiori, non ancora al top, ha dimostrato di saper fare molto bene il mestiere del regista, un ruolo che al Toro mancava da troppo tempo.

Su tutti, però, emergono due giovani che mi hanno riempito di orgoglio: Belotti e Barreca. Non che avessi dei dubbi sulle loro straordinarie qualità, sia chiaro, ma vederli compiere un capolavoro, in balia della perfezione, è stato travolgente.
Il vendicativo (come è stato descritto dai cronisti) Iago Falque ci ha regalato una prodezza degna del miglior Totti... e a Bruno Peres è senza dubbio venuta un po' di nostalgia o, come si dice dalle sue parti, di “saudade”.

Questi sono momenti in cui il rischio di tradirsi è alto: festa spensierata o duro lavoro per salvaguardare il livello alto? Il nostro mister saprà senza dubbio confezionare il giusto mix di entusiasmo e dedizione. Prima della sosta dobbiamo affrontare i fratelli viola che, come noi, hanno un gruzzoletto di 8 punti e fame di vittoria: mai abbassare la guardia.

Grazie ragazzi. Il ricordo di ieri fa già compagnia a tutte le belle memorie custodite dalla nostra Leggenda.

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