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Robe da Grande Torino, al Grande Torino, domenica sera

Mariagrazia Nemour - Blog - 29-08-2016 13:40 - 509 letture

Forse il Bologna aveva mangiato troppe lasagne, forse faceva caldo, forse abbiamo giocato bene

Una caldissima domenica sera d’agosto a Torino, sotto una pioggia battente di gol.
Da quanto non vincevamo in casa con tale superiorità? Qualche anno.
Un Bologna che prova a pareggiare – con un grazie al Toro che glielo prepara il gol e glielo lascia fare – e poi si confonde, gira a vuoto, non si vede più.

Ljajic si lamenta, si ferma più volte, ha male. Esce ed entra Martinez, nello scontento generale. A me Martinez piace – pettinatura a parte – e sono felice di vederlo in campo. Ancora più felice di vederlo segnare e poi riprovarci ancora e ancora. E se non entra pazienza, un po’ l’abitudine c’è. Ma con Martinez, anche l’abitudine alla grinta, c’è.

Falque esce dopo innumerevoli volteggi col pallone. In coppia con Peres chissà quante coreografie da gol si sarebbero viste. Comunque Peres ora balla altrove, Falque basta e avanza.

Esce Benassi. Entra Acquah e se è vero che la precisione non è la sua arma migliore, sicuramente se te lo vedi correre incontro ti sposti, fa paura in quanto a potenza.

E poi vabbè, il Gallo canta tre volte e il pollaio granata alza la cresta.
Il rigore mancato è subito accompagnato da un coro stentoreo: Andrea Belotti!
Se avesse segnato, l’abbraccio granata non avrebbe potuto essere più stringente.
I rigori senza gol contro Bologna e Milan rendono Belotti ancora più Toro-style: nonostante tutto, è capocannoniere con 4 reti in due partite.
Lo vedremo in Nazionale, il galletto, e sarà più Toro, l’Italia. Più nostra.

Robe da Grande Torino, al Grande Torino, domenica sera.

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